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GLOSSARIO

Consenso e privacy,
termine per termine

Trenta termini che ricorrono in ogni progetto sul consenso, dalle TC string ai dark pattern, spiegati in parole semplici e collegati alle funzioni di Clickio che li mettono in pratica.

Google Certified Publishing Partner Google Certified CMP Partner, Gold Tier IAB Europe Transparency & Consent Framework Validated CMP

Scelta da oltre 2.000clienti nel mondo

CMP (piattaforma di gestione del consenso)
Software che mostra una finestra di consenso, registra le scelte dei visitatori, blocca i tracker finché non sono autorizzati e comunica il risultato ai vendor di pubblicità e analytics. Clickio Consent è una CMP certificata Google e registrata IAB TCF.
La registrazione compatta e codificata delle scelte di consenso TCF di un visitatore, creata dalla CMP e letta dai vendor ad tech tramite l’interfaccia __tcfapi. «TC» sta per Transparency & Consent.
IAB TCF (framework Transparency & Consent)
Lo standard di IAB Europe che definisce come il consenso per i vendor ad tech viene raccolto e trasmesso in tutto l’ecosistema programmatic. La versione attuale è TCF 2.4.
Global Vendor List (GVL)
Il registro, gestito da IAB, dei vendor che partecipano al TCF, con le loro finalità e basi giuridiche. È l’elenco da cui attinge la schermata dei vendor di una CMP.
Google Additional Consent (elenco ATP)
Il meccanismo complementare di Google per i fornitori ad tech non registrati nel TCF, trasmesso insieme alla TC string come stringa di «consenso aggiuntivo» (additional consent).
Il meccanismo di Google per comunicare ai suoi tag (GA4, Google Ads) a cosa ha acconsentito un visitatore. Obbligatorio per gli annunci personalizzati in SEE e Regno Unito da marzo 2024; la v2 ha aggiunto i segnali ad_user_data e ad_personalization.
GPP (Global Privacy Platform di IAB)
Il framework di IAB per i segnali in più giurisdizioni, che trasporta in un’unica struttura i segnali di consenso e di opt-out di più regioni (in particolare le leggi statali USA sulla privacy).
GDPR
Il Regolamento generale sulla protezione dei dati dell’UE (2018), la legge sulla privacy di riferimento nel mondo. Richiede una base giuridica per trattare i dati personali; per i cookie di tracciamento quella base è il consenso. Le sanzioni arrivano a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato globale.
Direttiva ePrivacy
La «legge sui cookie» dell’UE, quella che impone davvero il consenso per memorizzare o leggere informazioni sul dispositivo di un utente. Il GDPR definisce cosa significa consenso valido; l’ePrivacy stabilisce quando ti serve.
UK GDPR & PECR
La versione del GDPR mantenuta dal Regno Unito, più il PECR, la sua attuazione delle regole ePrivacy, applicati dall’ICO. Nella sostanza simile al regime dell’UE; formalmente distinto.
CCPA / CPRA
La legge sulla privacy della California (come modificata dal CPRA): un regime di opt-out in cui i consumatori possono opporsi alla vendita o condivisione delle informazioni personali, segnalato sul web tramite GPP; un segnale Global Privacy Control (GPC) vale come richiesta di opt-out valida.
GPC (segnale Global Privacy Control)
Un segnale a livello di browser che esprime la preferenza di opt-out di un utente, riconosciuto per legge in California e in altri stati USA. Le CMP devono rilevarlo e rispettarlo dove richiesto.
LGPD
La Lei Geral de Proteção de Dados del Brasile, una legge in stile GDPR che tutela le persone in Brasile, applicata dall’ANPD con sanzioni fino al 2% del fatturato in Brasile (tetto di R$ 50 milioni).
Nelle leggi della famiglia GDPR: una manifestazione di volontà libera, specifica, informata e inequivocabile. Caselle preselezionate, consensi accorpati e «se continui accetti» non superano il test.
Legittimo interesse
Una base giuridica alternativa, valida quando il trattamento è necessario per interessi su cui non prevalgono i diritti dell’interessato. Molto limitata per il tracciamento; il TCF v2.2 (2023) l’ha eliminata per le finalità di personalizzazione pubblicitaria.
Opt-in e opt-out
I regimi opt-in (GDPR, LGPD, KVKK) richiedono il consenso prima del trattamento; i regimi opt-out (leggi statali USA) consentono il trattamento finché il consumatore non si oppone. Le CMP multi-normativa applicano ogni modello ai visitatori giusti.
Primo livello / secondo livello
Le due fasi di una finestra di consenso: il banner iniziale con le scelte principali (primo livello) e la schermata dettagliata delle preferenze con finalità e vendor (secondo livello).
Consenso raccolto per finalità (e per vendor) invece che come un unico accordo «tutto o niente». È un requisito di validità nelle leggi della famiglia GDPR.
La quota di visitatori che acconsentono (del tutto o in parte) quando vedono una finestra di consenso: il KPI che collega la UX del consenso alle entrate pubblicitarie e alla qualità dei dati.
La prova archiviata di una specifica decisione di consenso: cosa è stato mostrato, cosa è stato scelto e quando. Le leggi della famiglia GDPR pongono a carico del titolare del trattamento l’onere di dimostrare un consenso valido.
Un piccolo dato che un sito web memorizza nel browser. I cookie di prima parte appartengono al sito stesso; quelli di terze parti appartengono ad altri domini incorporati nella pagina e sono il classico veicolo del tracciamento tra siti.
Subordinare l’accesso al sito al consenso. I blocchi generalizzati sono ampiamente considerati non validi; il modello «Consent or Pay» (consenso o pagamento, con un’alternativa a pagamento senza tracciamento) è la variante che le autorità europee stanno valutando, a determinate condizioni.
Il documento informativo che elenca i cookie usati da un sito, con finalità, durata e vendor. Resta accurato in automatico grazie a uno scanner e a un elenco dei cookie incorporato che si aggiorna da solo.
Un crawler che visita le tue pagine come un browser e registra cookie, voci di archiviazione e tracker che si attivano sulle pagine analizzate: la base empirica per finestre di consenso e informative accurate.
Orchestrazione dei tag / blocco preventivo
Garantire che i tag non partano prima del consenso: in modo nativo per i vendor TCF e Consent Mode, e tramite un attributo sullo script o i trigger del tag manager per tutto il resto.
dataLayer
La struttura JavaScript da cui i tag manager leggono gli eventi. Le CMP vi inseriscono lo stato del consenso (Clickio: eventi clickio_consent_update) così i tag possono attivarsi in base alla scelta del visitatore.
Dati personali / PII
Qualsiasi informazione relativa a una persona identificabile. Sul web comprende gli ID dei cookie, gli identificatori dei dispositivi e gli indirizzi IP: ecco perché il tracciamento rientra nelle leggi sulla privacy.
Profilazione
Trattamento automatizzato che valuta aspetti personali (interessi, comportamento, posizione), di solito per indirizzare la pubblicità. Comporta requisiti di consenso più severi in tutte le normative.
DPO (responsabile della protezione dei dati)
La persona incaricata di sorvegliare la conformità di un’organizzazione in materia di protezione dei dati. Il ruolo è obbligatorio per alcuni titolari del trattamento ai sensi del GDPR e di leggi analoghe.
Dark pattern
Scelte di design dell’interfaccia che spingono i visitatori ad acconsentire: opzioni di rifiuto nascoste, pulsanti ingannevoli, richieste insistenti. Le autorità considerano sempre più spesso non valido il consenso ottenuto così.

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